Spesso rimandiamo a domani, che ci succede?

“È il lavoro che non inizia mai quello che richiede più tempo per essere terminato.”                     

J.R.R. Tolkien

Ah questa idea è geniale! Questa volta non posso fallire, da domani inizio a lavorarci! 

Quante volte ti sei ripetuto questa frase? Quante idee geniali ti sei dimenticato da una settimana all’altra? 

Eccola qua, questa è la tua vecchia amica procrastinazione, tante idee, tante parole e poi finisci sempre con il rimandare a un domani che non arriverà mai. 

Come ti senti?

Prima di vedere insieme perché rimandiamo a domani quello che potremmo fare oggi, voglio farti una domanda.

Come ti senti quando ti rendi conto che anche oggi non hai investito energie su quello che è il tuo obbiettivo, ma hai cazzeggiato?
Ieri ti eri promesso: “Questa sera esco perché un po’ di svago fa bene, ma domani mi rimbocco le maniche e lavoro tutto il giorno.”
Invece Netflix ha vinto ancora.

Tutti quanti procrastiniamo, la cosa importante è capire quale è il limite.

Personalmente mi sono sentito frustrato, arrabbiato con me stesso, perché avevo rimandato qualcosa di importante per i miei sogni, cedendo alla pigrizia.

Questa sensazione di frustrazione a lungo andare è diventata il mio primo nemico. Mi sentivo frustrato, perché non riuscivo a investire le giuste energie in quelle che ritenevo le cose importanti per la mia crescita personale.
Poi, per eliminare questa brutta sensazione mi rifugiavo in mille perdite di tempo, un paio di spuntini per staccarsi dai libri, giusto un’occhiata alle notifiche di Facebook, 5 minuti sul divano… e così se ne andava tutta la giornata.

Capire come ti fa sentire, rimandare e vedere i tuoi sogni che si allontanano, è il primo passo per abbandonare le cattive abitudini.

Quando stai per rimandare e cedere alle tentazioni di alternative più divertenti, pensa come ti sentirai quando ti renderai conto di essere stato inconcludente anche oggi.
Se invece riuscirai a fare i primi passi, sarai fiero di te e questo ti potrà dare nuove energie per avvicinarti ai tuoi obbiettivi.

Perché procrastiniamo? 

I motivi possono essere molti, a volte semplicemente non ci piace quello che dovremmo fare, magari quella telefonata un po’ “scomoda” che ci ha chiesto il nostro capo. Oppure semplicemente per pigrizia, come succede con lo sport.

In molti altri casi stiamo evitando qualcosa. Procrastinare ci sta dando un vantaggio, quello di non affrontare una realtà.  

Dividiamo questo vantaggio in 2 categorie così sarà più facile identificarlo.  

Vantaggio immediato. Non so come affrontare il mio capo. Beh mi do malato! 

In questo caso hai evitato il tuo problema, almeno per oggi e per un breve momento otterrai un senso di sollievo.  

Sai cosa succederà dopo? Il tuo problema ti tornerà in mente e tu passerai gran parte della giornata a pensare a come scamparla anche il giorno seguente e farti venire il torcibudella. 

Vantaggio secondario. Qua potremmo parlarne per ore! E’ un vantaggio più subdolo, che all’apparenza non vediamo, ma che è in grado di bloccarci anche per anni. Questo vantaggio lo traiamo sul lungo tempo, evitiamo di fare qualcosa perché ci spaventa e ci raccontiamo un sacco di frottole per giustificare il nostro continuo rimandare. In realtà stiamo traendo un vantaggio da questa situazione di limbo, il vantaggio di restare nella zona di confort non rischiando il cambiamento.

La procrastinazione può diventare cronica e contaminare la nostra intera vita.  

Che ne dici, proviamo a cambiare?

La prima cosa che devi fare per smettere di rimandare a domani è prendere carta e penna, meglio se un bel taccuino, ti darà più soddisfazione vederlo e non rischierai di perdere il foglio il giorno dopo.

Perché carta e penna?
Per lo stesso motivo per cui avevi il quaderno di italiano a scuola, se scrivi i concetti ti rimangono in testa molto più velocemente e non rischi di dimenticarteli già domani.

Step 1. pensa all’obbiettivo che vorresti realizzare. 

Focalizzati su un solo obbiettivo alla volta. Se ogni giorno ti viene una nuova idea e dimentichi quella vecchia, tra un anno avrai avuto un sacco di idee potenzialmente geniali, ma nessuna realmente concreta e sarai al tuo punto di partenza.

Il primo ostacolo che affronterai sarà proprio il timore che una nuova idea possa essere più vincente di quella attuale e ti verrà voglia di cambiare. Fidati, difficilmente sarà così, il tuo cervello sta solo cercando la strada più breve per non impegnarsi.

Una volta che hai identificato il tuo obbiettivo, fai un breve check della sua fattibilità, tempi di realizzazione reali e cosa ti serve.  

Questa fase di programmazione iniziale è fondamentale, ti aiuterà a darti un metodo. 

Occhio alla perfezione. Se fai troppo il precisino già nella fase di programmazione rischi di perdere tantissimo tempo e stufarti ancora prima di iniziare.  

Step 2. datti delle scadenze. 

Dopo aver identificato il tuo macro obbiettivo, dividilo in piccoli obbiettivi più concreti dandoti delle scadenze reali, ne troppo brevi ne troppo lunghe, che ti mettano un po’ sotto pressione, così non rischi di rimandare l’inizio.

Inizia subito, lo slancio che hai quando senti di aver trovato un’idea vincente dura solo poche ore, se non decidi subito di agire e alimentarlo finirai per dimenticartene e scegliere un’altra volta la strada più facile… il divano! 

Rispetta le scadenze. Datti da fare in modo da evitare di non mancare le scadenze, è importante avere un metodo temporale rigido. 

Gestisci i tuoi impegni con il metodo Eisenhower

Un buon metodo per gestire bene i tuoi impegni è stabilire una priorità nella lista delle cose da fare. Come?
Ce l’ha insegnato Dwight D. Eisenhower presidente degli stati uniti dal 1953 al 1961. 

“Ciò che è importante raramente è urgente e ciò che è urgente raramente è importante” 

Dwight D. Eisenhower

La matrice di Eisenhower serve a ordinare le priorità separando ciò che è urgente da ciò che è superfluo, classificando le attività giornaliere in base al loro grado di urgenza e/o importanza. 

– importante ed urgente: queste sono le tue scadenze reali, quelle che non puoi permetterti di non rispettare. 

– importante ma non urgente: sono quegli incarichi che dovrebbero essere in cima alla lista, ma che possono essere rimandati, per esempio per un blogger può essere cercare nuove font per i suoi articoli. 

– urgente ma non importante: sono tutti quegli incarichi che possono e dovrebbero essere delegati. 

E infine i miei preferiti: 

–  Da non fare: sono quegli impegni che ci portano via tempo ed energie, ma non ci danno nessun valore aggiunto, ne al nostro lavoro ne come svago.  

Ecco quando arrivano questi impegni, in cui tutti veniamo ben o male coinvolti, fate un favore a voi stessi.. cestinateli. 

Step 3. Gestisci bene il tuo tempo

Spesso non serve lavorare tutto il giorno 7 giorni su 7 su un progetto, bastano poche ore, ma con costanza e senza distrazioni.  

Ipotizziamo che tu abbia già un lavoro che ti toglie 40 ore di tempo la settimana e energie annesse. Se spenderai ogni secondo del tuo tempo libero nel nuovo progetto, ti troverai presto senza energie e completamente a tappo. Quindi un punto fondamentale per intraprendere un nuovo progetto è gestire bene il tempo a disposizione, disperdendo meno energie possibili, svagandoti e riposando. 

Innanzitutto imposta il tuo lavoro con cadenza giornaliera, possibilmente alla stessa ora tutti i giorni. Inizialmente sarà dura, ma in breve tempo creerai una routine e neanche te ne accorgerai.  

Io ad esempio mi alzo un’ora prima di andare a lavoro tutte le mattine per scrivere i miei articoli, dopo la fatica dei primi giorni ho iniziato a prenderci gusto! 

Stop alle distrazioni con la tecnica del pomodoro

Per evitare le distrazioni puoi utilizzare una tecnica molto inflazionata, quella del pomodoro, l’avrai letta sicuramente sul web, ma devo ammettere che è molto funzionale quindi te la ripropongo. Con questa tecnica sarà più semplice smettere di rimandare a domani.

Prendi un timer – si chiama tecnica del pomodoro perché il suo inventore, uno sviluppatore di software italiano di nome Francesco Cirillo, utilizzò un timer a forma di pomodoro – impostalo su 30 minuti e poi impegnati a lavorare solo per quella mezz’ora. Quando il timer suona, fai una pausa di 5 o 10 minuti e ricomincia. Mentalmente prendi l’impegno di concentrarti solo un pomodoro alla volta. E’ importante che nei 30 minuti di lavoro eviti ogni distrazioni, si anche i social sono inclusi.  

Fidati, scoprirai che le instagram stories possono resistere mezz’ora senza di te! 

Step 4. Identifica i tuoi punti deboli. 

Per qualsiasi progetto l’autocritica è alla base del successo. Essere critico al punto giusto con te stesso presuppone una buona dose di conoscenza di sè. Impara a riconoscere i tuoi punti deboli e anticipa le tue paure prima che ti blocchino. 

Le paure fanno parte della nostra natura, a volte basta semplicemente accettarle per superarle, altre volte dobbiamo conoscerle per sapere dove ci colpiranno e prendere le giuste precauzioni. 

Quando riconoscerai quella paura che ti ha fregato in passato non ti far prendere dal panico e non ti abbattere, semplicemente riconoscila accettala e ricorda che sei pronto per superarla. 

Non rimandare a domani solo per la paura di fallire

Tra i punti deboli di chi si lancia in un nuovo progetto c’è sicuramente la paura di fallire. Questo è uno dei must have che più blocca ogni nuova idea e finisce con il farci rimandare a domani. Tutti ci devono passare, tutti ci fanno i conti. Anche qui ti consiglio di arrivarci preparato, la paura del fallimento è inevitabile e per superarla dovrai dimostrare a te stesso che rischiando si può. Personalmente quando mi rendo conto che la paura di fallire mi sta bloccando, stacco il giudizio nei confronti di me stesso e cerco nel mio passato altre occasioni in cui avevo moltissima paura di fallire e invece, eccomi qua ci sono riuscito.  

Alcuni esempi possono essere: quella volta da ragazzino che il mister voleva mandarti in campo e tu avresti fatto di tutto per non rischiare una brutta figura e invece… tu e i tuoi compagni avete vinto la partita. Oppure quando sapevi che a quel colloquio non ti avrebbero mai assunto e invece dopo 2 settimana ti è squillato il telefono. 

La realtà è che se non ci provi non saprai mai quali possibilità reali hai di riuscirci. 

E ricorda che.. 


Tu non sei quello che fai. Un giudizio sul frutto del tuo lavoro, non è automaticamente un giudizio verso di te come persona. Se impari ad accettare di buon grado le critiche troverai più agevole cominciare a darti da fare anche quando non ti senti proprio del tutto sicuro di quello che stai facendo. 


Mattia Gualco

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