Se cambi il tuo modo di comunicare, cambieranno anche le tue relazioni

Ripensa all’ultimo litigio con quel tuo collega così irritante, cosa non ha funzionato nella vostra comunicazione?
Poca assertività? Molto probabile.

“Le parole sono finestre, oppure muri”                        

 M. B. Rosenberg

Ultimamente si sente molto parlare di assertività, vediamo se riesco a chiarirti un po’ che cos’è.

L’assertività è la capacità di esprimere in maniera chiara ed efficace le nostre opinioni, senza offendere il nostro interlocutore. Ha l’enorme potere di rendere una conversazione produttiva e permette un confronto costruttivo anche dove esiste un conflitto.

Cosa? Ti sono venute in mente almeno 3 persone che ne avrebbero bisogno?
Penso che ce ne servirebbe un po’ di più a tutti.

Facciamo un esempio così provi ad entrare nel mood giusto.
Tu e un tuo amico, famoso per avere un temperamento focoso, discutete sulla partita che avete visto insieme la sera prima… Dopo uno scambio di battute lui si accende subito cercando di importi la sua opinione.

A questo punto tu puoi reagire in 3 modi:

  • Aggressivo. Ti metti ad urlare più forte di lui dicendogli che non capisce niente. Come risultato avete rovinato la serata a voi e a chi è con voi.
  • Passivo. Ti innervosisci, ma preferisci stare zitto, tanto con lui non si vince mai una partita. (giusto per citare Ligabue)
    Anche qui serata rovinata, almeno per te. Sei nervoso e frustrato perché non sei di nuovo riuscito a far valere il tuo pensiero.
  • Assertivo. OK capisco il tuo punto di vista, ma rimango dell’idea che sia come ho detto io. In ogni caso mi è piaciuto guardare la partita insieme!
    Ecco, finalmente hai espresso la tua idea, rispettando il valore del tempo passato con il tuo amico! Così si fa!

Questa è l’assertività, sapersi esprimere e sapersi difendere, tutto senza dover aggredire un’altra persona.
Più riuscirai a parlare in prima persona ed esprimere le tue emozioni, più arriverai vicino alle altre persone e le tue comunicazioni saranno aperte e costruttive.

Le regole della tua comunicazione

Partiamo da un evergreen di cui non puoi fare a meno, se vuoi iniziare a comunicare in modo assertivo devi essere pronto a prenderti la responsabilità della tua comunicazione. Infatti alla base dell’assertività c’è la capacità di prendersi le proprie responsabilità.

Tu sei responsabile della tua comunicazione, non gli altri

Non sono le altre persone che ti hanno fatto perdere le staffe, sei tu che hai deciso di arrabbiarti, come sei tu che decidi di ingoiare il rospo invece di far valere le tue idee.

Altro punto fondamentale che devi metterti in testa è che nessuno legge tra le righe per capire quello che hai in testa, ma sei tu che devi esprimere in modo chiaro quello di cui hai bisogno.

Quindi basta piagnucolare che nessuno ti capisce, se nessuno ti capisce è perchè tu non vuoi farti capire!

Ricorda che se non attribuisci per primo valore ai tuoi bisogni e a te stesso, è molto probabile che neppure gli altri lo faranno.

E questo lo puoi imparare solo sulla tua pelle!

Ma cosa ci guadagni ad essere assertivo?

Beh, non hai idea di quanto cambi il comportamento delle altre persone quando ti poni in modo assertivo.

Con l’assertività puoi arrivare a migliorare radicalmente i rapporti con i tuoi superiori.

Hai presente il tuo collega scorbutico, che non saluta nessuno e tutti evitano? Hai mai provato a parlargli con un approccio completamente diverso, senza giudicarlo e ascoltandolo? Ad interessarti a lui chiedendogli come sta?

A volte basta fare un passo verso gli altri per scoprire un aspetto che mai avremmo immaginato.

Fai tu il primo passo.

Dopo una discussione prova a fare il primo passo, parti da te. Parla di te, come ti sei sentito nella discussione e non di cosa hanno sbagliato le altre persone. Vedrai che anche loro saranno ben disposti a fare lo stesso nei tuoi confronti.

Lo so che quello che ti sto chiedendo è difficilissimo, per come siamo stati educati siamo in grado di urlare e discutere per ore senza dire nulla, ma appena ci viene chiesto di parlare delle nostre emozioni… boom, vuoto, sembriamo degli analfabeti.

É normalissimo, abbiamo paura di esporci e di sembrare deboli ad esprimere le emozioni e i desideri, quindi preferiamo nasconderci dietro ad uno scudo di giri di retorica inutili.

Già… perchè una falsa idea che ci portiamo dietro noi che facciamo parte della società occidentale, soprattutto noi maschietti, è che se esprimiamo le nostre emozioni siamo deboli. Sfatiamo un mito, non è così, se fai vedere le tue emozioni non sei debole, sei AUTENTICO.

Con l’assertività puoi permetterti di esprimere la tua idea e chiedere quello che desideri senza la paura di non essere capito.

In questo modo esprimerai sempre il tuo punto di vista e permetterai alle persone intorno a te di apprezzarti per le tue idee, anche se magari discostano dalle loro.

…E invece a non essere assertivo cosa ci guadagni?

Credi di poter convincere gli altri a fare come dici tu!

Ti arrabbi e imponi la tua idea urlando. “Te l’avevo detto”, “non capisci niente”. Oppure subisci passivamente, temi il giudizio e abbassi la testa anche se sai di avere ragione.

Cosa succederà? Molto probabilmente non otterrai quello che vuoi in nessuno dei casi precedenti.
Infatti anche l’urlatore seriale che ti sembra ottenga sempre tutto, finirà con l’essere evitato dalle altre persone e verrà escluso dalle decisioni importanti.

Con l’assertività hai molte più possibilità di ottenere quello che vuoi o, quanto meno, di provare a chiederlo.

Ricapitolando…

L’assertività ti permette di rendere le tue conversazioni produttive esprimendoti in modo chiaro ed efficace.

Per essere assertivo devi:

  • prenderti la responsabilità della tua comunicazione.
  • Parlare in modo chiaro, anche delle tue emozioni.
  • Partire da te.

Ora che hai capito che cosa è, vuoi metterti in gioco?

Benissimo allora ti devi allenare!

Ho preparato il prossimo articolo apposta per farti entrare in contatto con questa tecnica.

“Posso sopportare che tu mi dica quello che ho fatto e quello che non ho fatto, e posso sopportare le tue interpretazioni, ma ti prego non mescolare le 2 cose.” 

M. B. Rosenberg.


Mattia Gualco

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