Mi stai ascoltando?

Quante volte ti sei sentito dire che non stavi ascoltando?

Da piccolo mia madre… da ragazzo la fidanzata e poi la mia compagna. Insomma per me è stata proprio una frase ricorrente!

Questo per dirti che nell’arco della nostra vita ci capita spesso di sentirci accusare di non ascoltare abbastanza.

Hanno ragione?

Probabilmente si. Per quanto mi riguarda sicuramente. Probabilmente siamo davvero con la testa da un’altra parte, l’altra persona lo percepisce e di conseguenza si sente non considerata da noi.

Che poi, non è una questione di non ascoltare quello specifico argomento, quello che ci stanno chiedendo queste persone è di essere presenti per loro. Come?
Ascoltandoli, ma ascoltandoli realmente con presenza e interesse nei loro confronti. Spesso invece noi ascoltiamo passivamente, subiamo quello che ci viene raccontato, senza un vero interesse.

Perché non sappiamo ascoltare?
Personalmente credo ci manchi la cultura dell’ascolto. Siamo abituati ad ascoltare solo in funzione di una seconda azione.

Cultura che può esserci utile in molti campi della vita.
Ti spiegherò come nei prossimi paragrafi. Quindi ti tocca leggere fino in fondo!

Ascoltiamo per rispondere, per consigliare, per giudicare, per poi poter parlare noi (l’ego vuole sempre la sua parte), ma difficilmente ascoltiamo solo per il piacere di ascoltare.

Quello che vuole l’altra persona spesso è solamente essere ascoltata, non vuole consigli, pareri, giudizi, a volte non vuole nemmeno risolvere il suo problema, ma semplicemente che qualcuno le dedichi del tempo e ci sia per lei.

Il 90% delle persone che mi contatta cerca solo qualcuno che le ascolti.

L’ascolto attivo

Questo tipo di ascolto in cui davvero ci stiamo dedicando all’altra persona è possibile, si chiama ascolto attivo e deriva dagli insegnamenti di Carl Rogers.

L’ascolto attivo è appunto la capacità di restare in ascolto dell’altro, senza interromperlo, astenendosi dal giudizio, mostrandosi interessati, anzi interessandosi realmente.

È un atto intenzionale che impegna la nostra attenzione a cogliere quanto l’altro ci riferisce sia in modo esplicito che in modo implicito. È tempo ed energie che dedichiamo all’altra persona solo per il piacere di farlo, senza nessun tornaconto per il nostro ego.

È fondamentale saper ascoltare anche se stessi. Nel momento in cui l’altro parla noi dobbiamo essere in ascolto di quello che ci sta dicendo, ma anche di quello che smuove dentro di noi, possiamo chiederci come ci sentiamo in relazione alla sua idea.

Ascoltare non significa tacere per permettere all’altro di parlare, piuttosto parlare solo quando è necessario e farlo senza interrompere l’altra persona.

Se riuscirete ad ascoltare l’altra persona in modo attivo i risultati non tarderanno ad arrivare.

L’ ascolto è un atto volontario che oltrepassa le parole.

Perché l’ascolto attivo è così potente?

Perché quando ascoltiamo realmente una persona entriamo in empatia con lei, comprendiamo il suo mondo.

Infatti nel momento in cui l’altra persona si sente accolta da voi, tenderà ad aprirsi e a facilitare il dialogo. Niente ci avvicina ad una persona come la comprensione del suo vissuto.

L’ascolto attivo non solo ci permette di comprendere l’altro, ma ci fa sentire in empatia con quest’ultimo, ci rende interconnessi.

Come può esserti utile l’ascolto attivo?

Tutto molto interessante, ma a che può servirti nella vita?

Più o meno a migliorare tutte le situazioni in cui hai dei problemi comunicativi con qualcuno. Partiamo da un presupposto, se vuoi essere ascoltato la cosa migliore che puoi fare è iniziare ascoltando tu. Così creerai una base con l’altra persona.

Facciamo un po’ di esempi:

  1. Pensa a quante volte arrivi a casa a cena stanco/a e il tuo partner ti parla insieme, tu l’ascolti annoiato e l’altra persona inizia a tirarti frecciatine.. in un attimo la situazione degenera e la serata è rovinata.
    Cosa è successo? L’altro voleva condividere qualcosa con te, attraverso la comunicazione e tu non gli hai dato importanza. Quindi quella persona si è sentita ferita, perché tu non ascoltandola non ti sei interessato a lei. Sarebbe bastato saper dedicare all’altro pochi minuti del tuo tempo, invece che restare per delle mezz’ore a far finta di ascoltarlo e lamentarti che dice sempre le stesse cose.
  2. Tutti i giorni lavori con un team di colleghi, ma con alcuni non riesci mai a trovare un accordo. Appena iniziate a parlare delle vostre idee tendete a parlarvi sopra, innervosendovi e non arrivando mai all’obbiettivo richiesto. Pensa quanto potresti fare la differenza se li lasciassi parlare, anzi se li ascoltassi senza il tuo solito giudizio e provassi a capire come mai non riuscite a trovare un punto d’incontro. Potrebbero sentirsi compresi e rispettati da te e allo stesso tempo fare la stessa cosa con le tue idee.

Come fare?

Ok, Mattia mi ha convinto… ma come faccio? fino ad oggi ho sempre fatto così, non sono capace.

L’ascolto attivo è come un muscolo, va allenato. Esattamente come si fa con la propria comunicazione.

Non importa se non lo hai mai fatto, si può sempre iniziare. Vediamo insieme come esercitarci.

Prima di tutto puoi provare a ridurre le barriere che metti alla tua comunicazione con le altre persone.

Impegnati a non giudicare, non parlare sopra agli altri, non alzare la voce, lascia il giusto spazio all’altra persona e cerca di non consigliarla, almeno non subito.

Infatti un grosso limite alla nostra comunicazione è il voler consigliare in modo esagerato. Quando vogliamo a tutti i costi dare consigli prima ancora di aver lasciato finire di parlare l’altro, in realtà non ci interessa tanto quello che lui sta provando, ma vogliamo solo sentirci utili, cercando di risolvere il suo problema.
La dura verità è che se non ci riesce lui difficilmente ci riuscirai tu senza ascoltarlo.

Il giudizio è come una barriera, evitalo più che puoi, mette un muro tra te e l’altro. Mettiti nei suoi panni, se davanti avessi una persona che ti giudica per quello che stai dicendo e provando, cosa faresti? Probabilmente cambieresti discorso oppure smetteresti proprio di parlare.

Quello che quella persona ti sta mostrando è un dono, si sta fidando di te, quindi evita di sputarci sopra con consigli fuori luogo e giudizi vari.

Ora passiamo a quello che puoi fare.

Concentrati sull’altro, cerca di comprendere il suo mondo, cosa sta provando, ascoltalo senza pensare a rispondere, pensa solo ad ascoltare.

Compito per 7 giorni

Ora prova a mettere in pratica tutto questo.

Scegli una situazione di quotidianità, una persona con cui comunichi tutti i giorni.

Per i prossimi 7 giorni prova almeno una volta al giorno ad ascoltarla attivamente per 5 minuti.

Esattamente solo 5, quando vai a correre mica parti dai 20 km, fidati che 5 minuti basteranno.

Ricorda il tuo obbiettivo è ascoltare l’altro, calarti nei suoi panni e comprendere che cosa significa per lui quello che ti sta raccontando.

È fondamentale che ascolti anche te stesso e come reagisci a quel tipo di racconto.

EVITA:

Di interromperlo, a meno che tu non abbia capito.
Di parlargli sopra.
Di giudicare. La tua mente lo farà comunque perché siamo troppo abituati a farlo, tu cerca semplicemente di allontanarti da quel pensiero.
Di dare consigli prima che lui abbia finito di parlare.
Di interpretare quello che ti sta dicendo. È la sua storia non portarla nel tuo mondo, è il suo vissuto che devi comprendere, il tuo lo conosci già.
Ultimissimo… frena il tuo ego che sicuramente vorrà parlare di sé.

Se sarai riuscito a fare questi passaggi lo capirai subito, da te e da come si pone l’altra persona.
Tu ti sentirai vicino a quella persona, avrai compreso il suo punto di vista, anche se non lo condividi e avrai sperimentato il piacere di un ascolto “PULITO”.
L’altro tenderà a parlare molto, raccontarti come si sente, magari si commuoverà e probabilmente ti ringrazierà per averlo ascoltato. Siete entrati in sintonia.

Finiti i 7 giorni non dimenticarti di scrivermi, per raccontarmi come è andata!


Mattia Gualco

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